
E allora viene una gran tristezza, e un senso di stranezza al pensiero che una presenza scontata non è più dove ci si aspetta che sia.
Lo vedevo sempre passeggiare, e anche a Dicembre l'ho visto, insieme alla moglie, ma ero di corsa, e non l'ho salutato. Avevo altr oper la testa, banalmente non avevo voglia di fermarmi a chiacchierare.
Strano. Aveva addosso il suo solito giubbotto di pelle, e ricordo come mi sembrava strano incontrare un "local", tra la folla di ragazze americane, uno che, come me, stava passeggiando lentamente, la testa per aria, come noi Italiani spesso amiamo fare e facciamo.
Strano.
Non sapevo neanche fosse malato.
Ho in casa un quadro che abbiamo dipinto insieme uno di quei pomeriggi. Azzurro, ovviamente. Ma il mio autoritratto alla fine sembra uno strano ibrido tra le mie figure femminili dal volto pregno di vita e le sue figure tratteggiate con obliqui tratti, leggere, alcune che volano, altre musicate.
Che strano.
Fa impressione, davvero. Così, di colpo.